Articoli di aprile, 2010
Episodio 7/2: Rapimento rosso sangue
La squadra di Sam Bosco fa irruzione in una casa in cui credono sia tenuta una donna rapita. Ma dentro ci trovano Jane, Lisbon e gli altri, più un corpo quasi mummificato, che si trovano con le pistole puntate alla testa.
Di ritorno al quartier generale, Minelli si incazza (soprattutto con Lisbon, per la verità) perchè le due squadre hanno rischiato un grosso incidente. Si tratta di due casi che sembrano essere collegati: la squadra di Lisbon ha scoperto il corpo di Colin Haymer, un uomo rapito anni addietro e mai ritrovato, nonostante fosse stato pagato il riscatto. La squadra di Bosco invece indaga su un rapimento ancora attuale, quello di una donna di nome Mia Westlake. Minelli chiede alle due squadre di unirsi, con evidente fastidio da entrambe le parti.
Lisbon e Bosco vanno dalla famiglia Westlake, con Jane. Parlano con la sorella (Verona), il marito Duncan e il loro avvocato. Sembrano non sapere niente dell’altro vecchio rapimento, quello di Colin. Jane trova la loro bambina, che viene subito consegnata alla tata, la signora Kent. Arriva la richiesta di riscatto, un video inviato via email. Nel video appare evidente un particolare: la mano di uno dei rapitori ha un tatuaggio che Bosco individua come tipico della mafia messicana. Inoltre la richiesta in denaro è una cifra molto specifica, e ciò dà l’idea che i rapitori siano in qualche modo a conoscenza da vicino delle possibilità economiche della famiglia Westlake.
Patrick intuisce che Duncan nasconde qualcosa nella sua giacca: sono i narcotici che prende la fragile Verona per non pensare a questa tragedia del rapimento, che implica una grossa responsabilità da parte sua, l’unica Westlake rimasta. In un primo momento Duncan se la prende pubblicamente con Jane per la mancanza di tatto, ma sorprendentemente (e con professionalità) Bosco lo difende, poi la stessa Verona ringrazia Jane. Il risultato è che Jane e Bosco cominciano a collaborare nelle indagini.
Nel frattempo Lisbon parla con il tenente che si è occupato del rapimento di Colin: in quel caso fu pagato il riscatto ma il rapito fu comunque ucciso, e mai trovato. Inoltre anche allora la richiesta di denaro era specifica, e il tenente sospettava che la ragazza di Colin fosse in combutta con il gruppo dei rapitori. Quindi sembra che si tratti della stessa banda, e che la banda potrebbe agire avvalendosi di persone infiltrate nelle famiglie.
Il CBI scopre che nella casa dove è stato trovato Colin c’erano dei senzatetto, la banda “Crazy Hill”, che erano implicati in traffici di droga ma pare che stessero passando ai rapimenti. VanPelt, Rigsby e un uomo di Bosco vanno a chiedere informazioni sulla Crazy Hill in un condominio: Van Pelt si preoccupa di Rigsby e gli chiede di mettersi il giubbotto antiproiettile, ma Rigsby resiste.
Jane parla con la bambinaia per cercare di capire i rapporti in famiglia Westlake, poi va con Bosco ad interrogare dei pericolosi membri della mafia messicana. Bosco fa un po’ di scena e tira da parte un membro della gang, che poi si scopre essere un informatore: niente, pare che la mafia messicana non c’entri con i rapimenti.
Patrick avrebbe un’idea per scoprire i rapitori con uno stratagemma prima che sia troppo tardi per la vittima. Ormai è chiaro che i rapitori la uccideranno in ogni caso, ma Bosco non vuole cedere alle “stravaganze” di Jane.
Intanto durante i colloqui di Rigsby e gli altri capita l’incidente: beccano l’ex ragazza di Colin, che spara a Van Pelt (che per fortuna non si fa niente grazie al giubbotto antiproiettile!) e scappa, viene inseguita e uccisa da Rigsby per difendere l’agente di Bosco, che fino ad allora l’aveva preso in giro e che dopo l’episodio lo rispetta. Nell’ambulanza che porta via Van Pelt, Wayne e Grace si parlano e si capisce quanto tengano l’uno all’altra.
E’ chiaro che ci deve essere un infiltrato anche in casa Westlake. Bosco finalmente si decide a mettere in scena la trovata di Jane, anche se lo si viene a sapere solo alla fine: apparentemente Bosco non appoggia la linea di Jane, e i due sembrano litigare davanti a Verona mentre Bosco le spiega come viene allestita la valigia piena di soldi da consegnare ai rapitori. Poi Patrick rivela a Verona che l’infiltrata in casa sua è l’avvocato (è falso ovviamente), Verona si scaglia contro di lei e la valigia con i soldi viene lasciata incustodita in un’altra stanza, dove Jane ha sistemato una microcamera. Così il CBI vede che la bambinaia va a sincerarsi del contenuto della valigia e poi chiama il resto della banda, di cui evidentemente fa parte.
Grazie alla telefonata della bambinaia viene rintracciato il covo dei rapitori, la polizia fa irruzione e riescono fortunatamente a trovare, ancora viva, Mia Westlake.
Bosco deve ammettere che Jane ha consentito di fare un buon lavoro, fa un brindisi con Lisbon (e se la mangia con gli occhi), e poi finalmente decide di tenerlo informato sul caso John il Rosso, consegnandogli un resoconto delle indagini. Patrick, per tutta risposta, non si accontenta e gli chiede l’intero fascicolo del caso!
Episodio 6/2: Oro nero e rosso sangue
Un operaio di 29 anni, Kirby Hines, viene trovato morto in una radura. Colpito alla nuca, ci sono segni di una precedente colluttazione. Jane nota che ha dei residui di brillantini sul viso.
Scoppia un litigio vicino alla scena del delitto e un vecchio della famiglia Hine viene arrestato. Intanto Sam Bosco ha scoperto la microspia che gli aveva piazzato Jane (cfr episodio 4 della seconda stagione) e lo mette alle strette: o Patrick si dimette dal suo incarico col CBI, oppure si va in tribunale e intanto viene portato in cella per custodia preventiva. Jane non accetta di essere tagliato fuori e si lascia portare in carcere, e il suo compagno di cella è un omone nero che ha ucciso e stuprato un uomo. Servono tutte le doti di Jane per cavarsela (anche perchè tra i galeotti si è sparsa la voce che è della polizia..) ma come al solito lui riesce a tirarsi fuori anche dalle situazioni che appaiono più ostili.
Al CBI esaminano un quaderno appartenente alla vittima: tra nomi e numeri campeggia in bella vista una grossa scritta: “Avvoltoi !”. Cho interroga Ted Lascom, il vecchio che avevano arrestato sulla scena del delitto: lui sostiene che la terra che ora è di proprietà dei Gerber, cioè la famiglia della moglie di Kirby Hines, era stata rubata agli Hines in passato e poi venduta a loro, a cui lui ha fatto anche causa, perdendola. Inoltre in quella terra c’è un ricco giacimento di petrolio. Non ci doveva essere un buon clima in famiglia, anche perchè la famiglia Gerber viveva nella stessa proprietà in cui abitavano Kirby e la moglie, Donna Hines. Donna, interrogata da Lisbon e Van Pelt, ammette che Kirby si sentiva soffocato dalla presenza della famiglia di lei, ma ultimamente sembrava rasserenato.
Si scopre che i segni di colluttazione presenti sul corpo della vittima risalgono a quasi un mese prima della morte, quindi ci doveva essere stato un litigio. Jane, dopo essersi conquistato la fiducia del carcerato più “autorevole” nel suo penitenziario, cerca di occuparsi delle indagini anche da lì: si fa portare il quaderno di Hines da Cho e gli dice che secondo lui la vittima osservava gli uccelli e doveva aver visto degli avvoltoi. Lisbon interroga il suocero di Hines e la giovane moglie ed entrambi sembrano volersi disinteressare della morte di Kirby.
Se Kirby è stato picchiato, dev’essere stato qualcuno in famiglia, ad esempio il fratello di Donna, Roddy Gerber. Jane vuole vederlo di persona ma è in carcere perciò fa sì che ci arrivi anche Roddy, spacciandosi al telefono per Rigsby prima che questi vada ad interrogarlo e aizzandolo contro lo stesso Rigsby. Roddy, evidentemente un tipo violento, agisce secondo le aspettative di Jane, colpisce Rigsby appena lo cede e raggiunge così Patrick al penitenziario.
Con Roddy Jane ricostruisce la sua teoria: Kirby aveva avvistato degli avvoltoi, una specie protetta, all’interno della tenuta dei Gerber. Loro non avrebbero potuto trivellare per il petrolio, perciò Roddy aveva picchiato Hines per sapere dov’era il nido degli uccelli e ucciderli. Patrick tuttavia si convince che non è stato Roddy ad uccidere Kirby e lo comunica anche a Lisbon. Prova a chiedere dell’omicidio anche al suocero di Hines, in visita al figlio, ma sembra convincente anche lui.
A questo punto Patrick deve avere le idee chiare su chi è stato a commettere l’omicidio, perciò mette in atto un piano per fuggire dalla prigione. Con dei pezzetti di un muffin che si era fatto portare in carcere da Lisbon attira un topolino in cella, di notte. Il mattino dopo si fa trovare a terra, apparentemente privo di sensi, così le guardie lo portano fuori. Con abilità riesce a sbloccare le manette mentre le guardie sono distratte e libera il topo, avendo capito che il secondino che controlla l’ingresso ha proprio paura dei topi. In questo modo riesce a fuggire, mettedosi una giacca delle guardie.
Patrick va a casa dei Gerber, mentre al CBI Minelli e Bosco scoprono la sua fuga e Jane li invita ad andarlo a prendere proprio lì, dai Gerber, dove tra poco farà confessare il vero assassino di Kirby. In presenza di Donna, del suocero di Kirby e della giovane moglie, Sandrine, Patrick rivela che i brillantini che ha visto sul corpo di Hines dovevano essere gli stessi che vede sul viso del padre di Donna, per via della frequentazione con Sandrine. Quindi Kirby aveva una relazione con Sandrine. Questo crea scompiglio tra i presenti, Sandrine nega, ma Jane insiste e dice che Kirby si era pentito, voleva rivelare questa sua relazione a tutti, e poi andare via con la moglie.
Ma Sandrine non poteva permetterglielo, per questo l’ha ucciso. Sandrine continua a negare, ma Jane dice che ci sono prove (inesistenti) di DNA e che la polizia sta arrivando per catturarla, e in effetti si cominciano a sentire le sirene. Sandrine viene messa alle strette anche dal marito e confessa, ma subito dopo si rende conto che la polizia non è lì per lei ma per Patrick, che si fa nuovamente arrestare, dopo però aver risolto il caso!
Bosco vuole aggiungere l’accusa di evasione all’arresto di Jane, ma Lisbon fa pressioni su di lui, convincendolo a desistere, perchè lei potrebbe raccontare a tutti un fatto che li riguarda, anni addietro, e che getterebbe fango su entrambi, soprattutto su Sam Bosco. Patrick ringrazia Lisbon per averlo aiutato e intuisce cosa si nasconde dietro le pressioni su Bosco: non si tratta del debole che Bosco ha per Lisbon, ma lei deve averlo ricattato, probabilmente per un fatto che Theresa conosce del passato di Bosco: lei doveva aver scoperto che Sam aveva ucciso un malvivente non per legittima difesa, quando loro due lavoravano insieme, e lo aveva coperto.
Episodio 5/2: Rosso paura
Un architetto viene trovato morto, gettato da una finestra di una casa signorile che aveva acquistato da poco e di cui stava progettando la ristrutturazione. La vittima, Alan Foster, era solo in casa e la moglie pare fosse in città. La casa era allarmata e non sembra sia entrato o uscito nessuno. Se si tratta di omicidio, chi è stato?
Girano voci su un fantasma presente nella casa, quello del suo primo proprietario William Beckworth. La vittima ha in mano un bottone in cui è incisa la lettera “B”. Un ricordo di Beckworth?
La casa era stata venduta ai Foster da Victoria Abner, che dopo la vendita però si era rivoltata contro gli acquirenti, dicendo che la casa era sua e che erano dei ladri. Il motivo di tanto astio, secondo lei, è che Alan voleva ristrutturare completamente la casa, stravolgendo quella che lei sentiva come una proprietà di famiglia.
Jane è interessato alle storie sul fantasma, perchè la vittima è stata uccisa nello stesso modo in cui è morto il vecchio Beckworth, quindi qualcosa c’è da scoprire in proposito.
Intanto Cho e Rigsby scoprono che qualcuno è entrato nella piscina coperta della casa e ha rubato dei materiali, mentre Jane va a farsi una cultura di fantasmi interrogando un bibliotecario? antiquario? del luogo, Philip Raimey, che gli racconta qualche dettaglio in più sulla storia di Beckworth: sembra che facesse spesso sedute spiritiche e che facesse commercio illegale di alcolici durante il proibizionismo.
Cho interroga Victoria e il nipote, che lavora in uno studio legale. Raimey aveva raccontato che c’erano voci di un tesoro nascosto in casa Beckworth, e questo sarebbe un ottimo movente, ma Victoria dice che avevano ormai smesso di cercare il tesoro e che era arrabbiata solo per i cambiamenti che voleva apportare Foster.
In casa Beckworth, durante un sopralluogo, Patrick mostra a Cho e Rigsby dei congegni interessanti: ci sono dei meccanismi che consentono di far udire delle voci in tutta la casa e di generare dei riflessi di figure umane che possono sembrare fantasmi. Probabilmente era un modo per animare le sedute spiritiche del vecchio Beckworth, usato però anche di recente. Inoltre facendo contrabbando di alcolici, la casa deve essere piena di passaggi segreti.
Intanto viene beccato il tipo che ha rubato materiali nella piscina. Non sembra avere a che fare con l’omicidio, ma fa sapere che quella notte oltre a lui, davanti alla casa, c’era anche la signora Foster. In realtà si scoprirà che lei era lì per assicurarsi che il marito non la tradisse, visto che stava sempre da solo (e che in passato l’aveva già fatto..)
Jane scopre un passaggio segreto all’interno della villa e ci manda Rigsby e Van Pelt: tra scricchiolii, buio e passaggi stretti, quale migliore occasione per una parentesi rosa? Rigsby riesce finalmente a dichiararsi a Van Pelt, ma prima del bacio irrompe Jane, che apre l’uscita del passaggio segreto dall’esterno della casa.
Da Philip, Patrick scopre che Beckworth aveva lasciato un indovinello per trovare il tesoro, che recita: “Se non vuoi che la fortuna cada nell’oblio, tu la troverai dove suon io”. Altri avevano pensato che “suon” fosse un errore, per “son”, ma Jane dice di no: riunisce tutti i sospettati (compreso lo sceriffo del luogo, che Jane tiene sott’occhio dall’inizio dell’episodio!) a casa Beckworth. Patrick allora guarda sotto il pianoforte della casa e trova una scatola di legno: l’interno sembra vuoto ma il doppiofondo nasconde un nuovo indovinello: “Per le ricchezze non ci sono ingressi ma dobbiamo solo guardare noi stessi”. Lisbon a questo punto blocca tutto e manda via i presenti.
Chiaramente è ancora tutta una montatura: Jane aveva già prelevato il vero contenuto della scatola del tesoro e ha inserito apposta un nuovo indovinello, per attirare il colpevole ad usare il passaggio segrete per reintrodursi nella villa alla ricerca del tesoro. Così accade e il nipote di Victoria viene pescato mentre cerca di trovare il tesoro rompendo uno specchio. E’ lui che aveva cercato di perseguitare Foster fingendo la presenza in casa di un fantasma ma, non riuscendo a spaventarlo, si era trovato faccia a faccia con lui e l’aveva ucciso durante una colluttazione. Poi l’aveva gettato dalla finestra, ricordandosi la storia di Beckworth.
Chiusura “in rosa”. Mentre al CBI mangiano pizza e aprono una bottiglia di vino che Jane ha ottenuto recuperando il vero tesoro di Beckworth, cioè una collezione di vini pregiati, Van Pelt tira da parte Rigsby e.. si baciano appassionatamente!
Contenti?
“MISTERO”: prima puntata Stasera 27 Aprile 2010

Se ti piace The Mentalist, forse ti interessa l’inizio della trasmissione “Mistero”, stasera 27 Aprile alle 21:10 sul Italia Uno
La conduzione di questa nuova edizione è affidata a Raz Degan, affiancato dagli inviati Daniele Bossari, alla sua seconda edizione e da Marco Berri delle iene.
Stasera inoltre ci sarà in studio come ospite Francesco Tesei, il più noto mentalista italiano che parlerà del mentalismo e delle sue tecniche. Insomma, se sei un fan di Patrck Jane non te lo puoi perdere!
Il DVD di The Mentalist in italiano – prima stagione
Il DVD di The Mentalist Prima Stagione
Un mentalista è in grado di anticipare, interpretare e manipolare i pensieri e gli atteggiamenti altrui.
The Mentalist nella serie tv è Patrick Jane (l’attore Simon Baker), un mentalista che si spaccia per un famoso sensitivo. La sua famiglia viene brutalmente assassinata da un misterioso serial killer: “John il Rosso”, imprudentemente offeso da Jane. Sconvolto, Patrick ammette che le sue facoltà paranormali sono un imbroglio, decide di cambiare vita e usa le sue straordinarie capacità di osservazione e di analisi per collaborare con la polizia e assicurare i malfattori alla giustizia.
Patrick comincia così a presentarsi sulle scene dei delitti in tutta la California insieme ad una squadra speciale di investigatori, il CBI, aiutandoli a risolvere i casi più difficili con astuti stratagemmi e acute osservazioni. Ma non importa quanti malviventi Jane riuscirà a far arrestare. Il principale obiettivo di Patrick è uno solo: scoprire John il Rosso. Per eliminarlo.
Data uscita DVD 23/02/2010
Durata 1014 minuti
Inserti speciali
Scene inedite:
- EVIDENCE OF A HIT SERIES: INTERVISTE
- CRACKING THE CRYSTAL BALL: poteri paranormali
- SURVEILLANCE VIDEO: le gag
Formati video
(16×9) Formato Doppio Strato
Formati audio
Polacco – 1.0
Ungherese – 1.0
Inglese – 1.0
Italiano – 1.0
Sottotitoli
Portoghese
Polacco
Ungherese
Turco
Italiano per non udenti
Inglese per non udenti
Episodio 4/2: Minaccia rossa
Viene trovato un corpo in un’area rurale sul confine di giurisdizione del CBI. E’ un uomo a cui è stato rubato tutto, eccetto uno dei due gemelli ai polsi, ed è stato picchiato. Patrick dice che è un faccendiere, uno che ha a che fare con questioni legali, ed effettivamente si scopre che si tratta di un avvocato, Gordon Hodge, che ha un unico cliente: la banda dei Sinner Saints, una gang di motociclisti locali dediti a traffici loschi. Attraverso il cellulare dell’uomo risalgono non solo alla sua identità ma anche alla famiglia, a cui il CBI fa visita. La moglie e il figlio della vittima sembrano passarsela bene, dopotutto, considerando anche il tenore di vita che l’attività del marito consentiva loro.
Gordon era stato accusato poco tempo prima di possesso di droga e, prima arrestato, era stato rilasciato. Forse per avere informazioni sulla gang che difendeva. Era anche lui un motociclista e si era integrato bene nella banda. In effetti non sembra che lui avesse fatto da informatore nonostante il rilascio dopo l’arresto, ma Jane sfrutta ugualmente questo fatto per carpire informazioni quando lui e Lisbon vanno a far visita alla gang in un loro luogo di ritrovo. Il capobanda è Von McBride (è lui, il semidio dell’isola di Lost! :-) ) un tipo poco raccomandabile che dice di sapere che il suo avvocato faceva uso di droghe e che secondo lui è stato ucciso da una banda rivale. Mentre interrogano il capobanda scompiglia la scena una donna che arriva gridando e prendendosela con i membri della gang per poi fuggire subito via.
Al CBI scoprono che Gordon aveva ricevuto sul suo cellulare diverse chiamate da una donna, che risulta essere Diamond, la compagna di Von McBride (la faccenda si fa piccante..). Così, messa alle strette, Diamond confessa di aver avuto una relazione con Gordon, e che l’unica persona che lo sapeva era.. la moglie.
Intanto nell’ufficio di Gordon Cho e Rigsby trovano un po’ di caos lasciato da qualcuno che ha fatto irruzione, e non era neanche la prima volta: sembra che quel qualcuno che ogni tanto va a mettere sottosopra l’ufficio della vittima sia proprio quella donna che era andata ad insultare la gang: si tratta di Felicia Gutherie, la sorella di un uomo del cui omicidio era stato accusato McBride, e che ce l’ha a morte con McBride. La donna diventa la principale sospettata per l’omicidio di Gordon, ma dopo l’interrogatorio viene lasciata andare per tenerla sotto controllo e vedere se fa qualche passo falso.
Jane con nonchalance va a farsi un giretto in macchina con il figlio di Gordon e gli fa un interrogatorio informale. Vuole capire che sentimenti lui e la madre provavano verso il padre e se possono avere qualcosa a che fare con la sua morte. Il figlio è l’unico che ha visto Felicia un giorno che lei è andata a protestare a casa di Gordon, non trovandolo. Jane nota che il figlio tende a non usare toni accusatori verso quella donna, nonostante sia il principale indiziato per l’omicidio. Sembra anche che Patrick sia un buon istruttore di guida per il ragazzo rispetto al padre, che non gli dava molto ascolto.
Patrick a questo punto deve essersi fatto le sue idee perchè organizza una (solita) messinscena: nasconde il “gemello mancante” (in realtà lo stesso già in possesso della polizia) di Gordon all’interno dell’immondizia di Felicia, facendolo poi scoprire agli altri del CBI, che portano la donna in commissariato. Così fa passare Felicia davanti alla famiglia di Gordon, sottolineando la punizione esemplare che riceverà per l’omicidio commesso, e chiedendo nuovamente al figlio se è sicuro di aver visto lei a casa sua, quel giorno.
Tutta questa pressione e la consapevolezza che un innocente sta per finire in carcere spingono il figlio alla confessione: è stato lui ad uccidere il padre, proprio durante una lezione di guida, durante la quale aveva scoperto che Gordon continuava a tradire la madre. Dopo l’omicidio la madre lo ha aiutato a coprire tutto e l’ha trattenuto dal confessare l’accaduto.
In chiusura, per riparare in parte il torto di Felicia, Patrick va dal boss della banda e lo fa cadere in trappola, facendo credere al resto del gruppo che è proprio lui il misterioso informatore la cui presenza più volte è stata paventata durante i colloqui con i membri della gang.
Episodio 3/2: Distintivo rosso
Lisbon ritorna dallo psicologo della polizia (cfr puntata precedente). Abbiamo qualche flash della sua famiglia: la madre è morta, il padre un alcolizzato insomma un clima familiare non facile. Ma si passa al prossimo caso: c’è una chiamata anonima per omicidio ma non si trova il corpo. Ovviamente ci pensa Jane, seguendo una processione di formichine. Il cadavere è di William MacTear, uno stupratore di bambini che Lisbon aveva catturato tempo addietro, sotto la direzione di Sam Bosco (guarda un po’). E’ stato freddato con 3 colpi al petto, da uno che sa sparare. Lo stupratore aveva una compagna ed una figlia (non dirmelo) e aveva litigato col suo capo presso la piccola ditta dove lavorava.
Colpo di scena: si scopre che le impronte sull’arma del delitto sono proprio di Lisbon! Minelli affida il caso a Bosco (ormai è routine) e tutti si chiedono se Lisbon è innocente. In realtà quando Bosco la interroga sul suo alibi Jane intuisce che sta mentendo, ma non sappiamo cosa Lisbon abbia fatto quella sera (lei dice che era a casa da sola). Il problema è che lei non si ricorda per niente di ciò che ha fatto quella sera. Tanto per sollevarle il morale convocano il padre dell’ultima vittima dello stupratore, che accusa Lisbon di non averlo arrestato in tempo, quando poteva. Nel frattempo si scopre che MacTear era stato licenziato a seguito di una lite con un tizio, e che Lisbon deve testimoniare in un processo che riguarda un tale Howard.
Theresa Lisbon fa la prova del poligrafo, la ” macchina della verità”, ma le dice male, non passa il test. Comincia ad avere davvero paura di aver ucciso e non ricordare. Intanto viene beccato il tipo con cui MacTear aveva scazzottato, un tale che era stato suo compagno di cella e che si scopre più tardi che aveva portato MacTear nel vicolo dove l’avevano poi ucciso, in cambio di una ricompensa.
Lisbon, dopo qualche tentennamento, acconsente a farsi ipnotizzare da Patrick per scoprire che ha fatto la sera dell’omicidio, ma non ne cavano un ragno dal buco, i ricordi non escono. In ufficio, Theresa dà di matto, scaglia una sedia contro i vetri della sua stanza e se ne va. Sola in casa, viene raggiunta dallo psicologo, mandato da Minelli per sincerarsi delle condizioni dell’agente. Theresa punta la pistola un po’ a caso, è ubriaca (ma è tutta una finta, è chiaro!) e lo psicologo tenta di calmarla e di farle rivivere la notte dell’omicidio, di farle ricordare che è lei che ha ucciso MacTear, ma descrivendo la scena cita dei particolari che non poteva conoscere (un classico). Spunta il solito Jane, che ricapitola la situazione: lo psicologo ha ucciso MacTear, drogato Lisbon e preso le sue impronte dalla tazza del caffè per incastrarla. Lui è stato pagato profumatamente dallo stesso uomo che ha pagato Doug, ovvero quel tale Howard contro cui Lisbon doveva testimoniare.
Chiusura dell’episodio con una nota Harmony: Patrick fa notare a Lisbon che Bosco è innamorato di lei, e poi la guarda con un certo nonsoche..
Curiosità: a Lisbon era stato affibbiato il nomignoo di “Santa Theresa” per aver arrestato lo stupratore.
Episodio 2/2: La lettera scarlatta
Seconda puntata, seconda serie: la trama rivela delle significative analogie con la prima puntata, diciamo che Jane si sta specializzando nel far sì che gli assassini vengano a lui piuttosto che il contrario…
Kristen Marlein, una assistente di una senatrice, viene trovata morta sotto un cavalcavia. il suicidio viene scartato poichè le manca una scarpa, segno che qualcuno l’ha trasportata lì e gettata di sotto. Su Elliot, il marito della senatrice Melinda Betzon (l’attrice di Dracula, vi ricordate?), girano voci di una tresca con la vittima. Mentre Lisbon parla con i coniugi, che non sembrano affatto una coppia affiatata, Jane va a curiosare nella scrivania della vittima, scoprendo vari ricordi: album di fotografie di luoghi lontani, capioni di sabbia: insomma Kristen era una sognatrice e una “collezionista”. Lisbon e Jane conoscono anche Walter Crew, il padre della senatrice, un personaggio influente che fa pressioni su Minelli per la rapida conclusione delle indagini.
In un breve siparietto scopriamo che Lisbon ha l’obbligo di segure delle sedute con un analista della polizia per superare il trauma del conflitto a fuoco nell’ultima puntata della prima serie, e lei non è una paziente modello. Ritorniamo alla trama principale: Patrick nota che il suo divano al commissariato è stato spostato da un inserviente (dettaglio che sembra trascurabile ma non lo è) e suggerisce agli altri del CBI di cercare a casa della vittima un portagioie o qualcosa di simile dove Kristen avrebbe potuto nascondere un souvenir del suo amante. Lo scomparto segreto del portagioie si rivelerà vuoto.
Nel frattempo Jane cerca di avere notizie su John da Sam Bosco, ma con scarsi risultati. In compenso la trama sentimentale del film si arricchisce e scoprima che Cho (sì, proprio lui) ci sta provando con la nipote della negoziante orientale che hanno conosciuto nell’ultimo episodio della prima serie (lei cercava di piazzargli la nipote – un bel pezzo di ragazza a dir la verità – ed evidentemente c’è riuscita…).
Dunque Cho e Rigsby vanno dalla matrigna di Kristen, Charlotte, una signora decisamente antipatica con un figlio poco di buono, che era stato arrestato e che cercava di convincere Kristen a reggere un alibi per lui. Il figlio, Arlan, diventa il primo sospettato, ma chiaramente Jane non è daccordo. Patrick va da Walter Crew e cerca di capire se aveva una relazione con Kristen, e la cosa sembra plausibile. Intanto dice a tutti che risolverà il caso in 24h, ritorna alla scrivania di Kristen e preleva tutto, davanti ai coniugi Betzon, dicendo che lì ci sono le prove che incastrano l’assassino e, per concludere, lascia un messaggio a Lisbon dall’ufficio dicendo che ha scoperto la verità e che le lascia un messaggio nel suo studio. E’ chiaro che Patrick pensa che qualcuno stia seguendo da vicino le indagini, magari intercettando il suo team, e così è: ben presto qualcuno si presenta a cercare il finto documento lasciato da Patrick, e si scopre essere proprio quell’inserviente che aveva spostato il suo divano.
In realtà è un investigatore privato, che cerca di scappare ma poi finisce coinvolto in un incidente d’auto nella fuga e muore. Ma nessuno lo sa. Patrick crede che l’investigatore sia stato assunto da qualcuno della famiglia della senatrice o da lei stessa, perciò Lisbon e Patrick li convocano fingendo di aver catturato l’investigatore, che sta vuotando il sacco.
Come sono andate le cose: Kristen aveva una relazione lesbica con Melinda, ma il padre della senatrice, per farle capire di puntare alla carriera e lasciar perdere quella che lui considera una sgualdrinella, seduce Kristen a sua volta. Melinda lo scopre, pedinando Kristen, e la colpisce, uccidendola. Infine chiama sua padre per cercare di mettere a posto le cose e assume l’investigatore per il lavoro sporco.
Minelli si incazza per i metodi poco ortodossi del team, ma Minelli si incazza sempre. Patrick riesce a cavare da questa storia qualcosa di buono per sè: prende una delle microspie piazzate dall’investigatore e con una scusa la sistema nell’ufficio di Sam Bosco, così può ascoltare tutte le notizie sul caso John il Rosso.





















